Il GDPR e i rischi per le aziende italiane

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Il GDPR e i rischi per le aziende italiane

Il 21 gennaio scorso la CNIL, Autorità garante francese per la privacy, ha sanzionato Google con una multa di 50 milioni di euro per scarsa trasparenza sulla finalità del trattamento dati e sulle modalità di consenso richiesto agli utenti.

Tra i punti contestati al colosso americano vi è la funzione “personalizzazione degli annunci” e la scarsa trasparenza sul recupero e l’utilizzo dei dati dell’utente attraverso servizi come Google search, Youtube, Google maps, Playstore e via dicendo.

La sanzione inflitta a Google rappresenta per tutte le aziende una lezione importante sui rischi nel caso di non-conformità al nuovo regolamento europeo sulla privacy. Oggi le imprese non possono più sottovalutare la gestione della trasparenza nei confronti dei propri clienti/utenti e devono necessariamente adeguarsi alle regole del GDPR.

Il caso CNIL/Google insegna che eventuali violazioni del Regolamento europeo non verranno valutate esclusivamente dal nostro Garante privacy. I cittadini stranieri interessati da un trattamento dati effettuato da un’impresa italiana potrebbero richiedere l’intervento dell’Autorità Garante del proprio paese oppure dei giudici nazionali per una richiesta di risarcimento danni.

Il GDPR punta alla sostanza e non ai formalismi: ciò significa che l’aderenza agli art. 13 e 14 del GDPR si traduce in poche, chiare e bilanciate informazioni da fornire agli interessati e un grande lavoro di conformità e accountability in loro sostegno.

Ellequadro guida le aziende nella gestione del trattamento dei dati personali dei loro utenti, in conformità al GDPR.

 

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